Regia Lorenzo Conte; Davide Barletti;

Produzione MINIMUM FAX MEDIA SRL

Durata 100 min.

Sinossi

 Una commedia e un affresco sociale, un romanzo di formazione e una favola: tutto questo è La guerra dei cafoni, storia di adolescenti ambientata in un Sud Italia incontaminato e metafisico a metà degli anni Settanta.

A Torrematta, territorio selvaggio e sconfinato in cui non vi è traccia di adulti, ogni estate si combatte una lotta tra bande: da una parte i figli dei ricchi, i signori, e dall’altra i figli della terra, i cafoni.

A capo dei rispettivi schieramenti si fronteggiano il fascinoso Francisco Marinho e il torvo Scaleno. Si combattono dalla culla, trascinando nel conflitto di classe i propri “soldati”.

Scaleno decide di ribellarsi all’atavica supremazia dei signori: prima spingendosi fino alla loro fortezza, poi chiamando al suo fianco Cugginu, un sinistro alleato che trasformerà la guerra da scontro fine a se stesso a terreno di conquista. Sotto l’influenza di Cugginu, incarnazione della moderna omologazione sociale, i cafoni non combatteranno più per ribadire e difendere la propria diversità, ma per diventare il più possibile simili ai loro nemici.

I simboli del potere di Francisco Marinho (il motorino, il flipper, la fidanzatina) verranno presi di mira, diventando gli strumenti di un’epocale trasformazione. Così come epocale è il cambiamento rappresentato dall’irruzione dell’altro sesso nella vita di questi giovani guerrieri: soprattutto Francisco Marinho rischia di esserne travolto, perché – proprio lui, il capo dei signori – s’innamora di Mela, l’unica cafona in grado di vedere all’orizzonte un mondo diverso da Torrematta.

Mentre nascono alla vita adulta, alle spalle di Francisco Marinho, di Mela, e di tutti gli altri giovani protagonisti di questa storia, muore un’epoca. E con essa l’ultima occasione per combattere una guerra fatta sì di violenza, ma anche di epica e di poesia. 

 

Note di regia

La guerra dei cafoni non è solo uno scontro tra bande di ragazzini, ma la radicalizzazione del concetto di bene contro male, di bianco contro nero, di dentro contro fuori. Da una parte c’è l’odio di classe, l’istinto a sopraffare, la violenza, dall’altra la leggerezza stralunata e poetica dell’adolescenza.

Tragedia e commedia, metafora e realismo, prosa e poesia: un’oscillazione continua che non ci ha mai abbandonato durante tutta la lavorazione del film.

                                                                                        Davide Barletti & Lorenzo Conte

 

Rassegna stampa

La Repubblica
30/01/2017
Il Quotidiano di Puglia
di Giorgia Salicandro
Il Venerdì di Repubblica
di Paola Zanuttini

Note Biografiche

Lorenzo Conte

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Davide Barletti

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